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Si sono concluse Domenica 21 Aprile le iscrizioni per la nuova edizione di Contesteco, il contest d’arte e design sostenibile + eco del web di Fai la differenza, c’è… Il Festival della Sostenibilità. Sono stati molti gli Artisti professionisti e Appassionati d’arte che hanno proposto le loro opere, spinti dal desiderio di contribuire con la propria vocazione artistica a diffondere i concetti di sviluppo sostenibile che sono oggi parte integrante degli Obiettivi dell’Agenda 2030.

Tra questi ci sono il recupero e il riciclo dei rifiuti, la conoscenza e utilizzo delle fonti d’energia alternative pulite e rinnovabili, il rispetto e la tutela della natura, del territorio e dell’ambiente in generale. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e rendere consapevoli tutti i cittadini, giovani e meno giovani, che è solo tutelando le risorse sempre più scarse del pianeta, che si possono risolvere quelle criticità che quotidianamente ci troviamo ad affrontare. 

Il concept al quale si sono dovuti ispirare per partecipare a Contesteco - e che puoi approfondire qui - è stato: “… e se dopo il covid-19 e le guerre in corso, arrivassero gli Alieni?". Non resta ora che attendere che la GIURIA QUALIFICATA scelga tra tutte le opere arrivate, quelle finaliste che avranno meglio rappresentato il concept di Contesteco 2024. 
Tutto questo avverrà dopo il 27 Aprile, quando verranno pubblicati sul sito web e sui canali social di Contesteco i nomi degli artisti finalisti per le due sezioni in concorso - che sono Artisti professionisti e Appassionati d’arte - e per le differenti categorie che sono: RACCORTI E RACCONTI; SCATTI E ILLUSTRAZIONI; ECOCREAZIONI D’ARTE.  Il contest entrerà poi nel vivo questa estate con l’esposizione delle opere finaliste nell’ormai consueta e familiare cornice del Centro Commerciale Euroma2
Concludiamo quindi con questa news il nostro viaggio alla scoperta di Contesteco, con le interviste agli artisti di riciclo creativo che stanno esponendo nella Coffe House dei Giardini di Palazzo Brancaccio le loro “personali/collettive” nell’ambito del progetto Contesteco Experience. Dopo aver intervistato Laura Buffa, Norberto Cenci, Madia Cotimbo, Tiziana Pecoraro, Patrizia Genovesi, Mauro Pispoli, terminiamo questa serie di interviste con quella al Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni”.

Il Centro Diurno "La Fabbrica dei Sogni", è un luogo accogliente dedicato ai ragazzi che affrontano difficoltà psicologiche come problemi di comunicazione, attacchi di panico e pensieri ossessivi. Presso il Centro Diurno possono ritrovarsi per partecipare a una serie di laboratori creativi e didattici. Le attività proposte includono il restyling di mobili, la realizzazione di mosaici, corsi di informatica, fotografia, sartoria, orticoltura, lezioni di inglese e decoro urbano. Oltre alle sessioni didattiche, i ragazzi si incontrano una volta a settimana per un confronto aperto, dove possono discutere dei loro problemi personali, condividere esperienze ed esprimere idee, seguendo tre principi fondamentali: ascolto attivo, rispetto del turno di parola ed espressione personale. Una volta al mese poi, viene organizzato un gruppo multifamiliare per favorire il dialogo tra i ragazzi e le loro famiglie, migliorando così i rapporti familiari. Il Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni” offre anche opportunità di uscite culturali e naturalistiche, sia in città che nelle aree circostanti. Durante le festività vengono organizzate anche feste speciali con cibo, musica e giochi per rafforzare il senso di comunità. Il principale obiettivo del Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni” è aiutare i ragazzi e le ragazze a riabilitarsi e a reintegrarsi nella società, permettendo loro di condurre una vita quotidiana più normale. Attraverso le attività proposte, il messaggio chiave è che ogni situazione è modificabile e recuperabile, offrendo loro speranza e supporto. Di seguito l’intervista a Tito Bellini, responsabile del Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni”.

Può spiegarci in linea generale, quali sono le attività del Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni” e a chi sono dedicate?

Sono entrato in servizio a settembre come nuovo referente del Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni”, in seguito al pensionamento della mia collega. Da allora, ho introdotto alcune innovazioni per arricchire l'offerta del centro. Una delle mie priorità è stata definire obiettivi chiari e programmi di valutazione per le attività riabilitative offerte. Il nostro centro offre una gamma di attività che possono essere strutturate in progetti di diversa durata, che variano da sette mesi a un anno o anche più. Questa flessibilità permette di adattare le attività alle esigenze individuali di ogni singolo ragazzo o ragazza. Oltre alle attività tradizionali, ho introdotto laboratori più orientati verso la formazione professionale e l'inserimento sociale. Questi laboratori mirano anche a contrastare gli stereotipi e lo stigma associati alla salute mentale, promuovendo un approccio positivo e inclusivo verso le persone affette da disturbi psichiatrici. Tra queste attivtà c’è anche quella di partecipare appunto a Contesteco che promuove la sostenibilità e sensibilizza sul tema della diversità. Le persone che coinvolgiamo nei nostri progetti - che sono personalizzati - ricevono il supporto e le risorse necessarie per il loro percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.

Quindi fate anche delle attività artistiche?

Certamente. Le attività artistiche del nostro centro hanno una forte valenza riabilitativa e sono anche legate all'ecologia, con un'enfasi particolare sul riciclo e sull'uso responsabile delle risorse disponibili. Non si tratta solo di restaurare mobili, ma di trasformarli in opere d'arte funzionali, un concetto che abbiamo anche condiviso partecipando più volte a Contesteco. Le attività come il restauro dei mobili vanno oltre la semplice falegnameria, abbracciando un approccio artistico che insegna come un oggetto possa essere riutilizzato con nuove finalità, stimolando nei nostri ragazzi e ragazze la creatività e il pensiero simbolico. Personalmente sono molto orientato verso la funzionalità pratica, cercando di bilanciare l'aspetto estetico con l'utilità pratica di ogni progetto. Un'altra attività che proponiamo è la realizzazione di mosaici, che variano dallo stile classico ispirato a quelli di Pompei a disegni più complessi sullo stile di quelli di Barcellona per capirci. Queste creazioni riflettono l’abilità nella selezione dei materiali, nella scelta dei colori e nella rappresentazione simbolica, spesso focalizzata su temi come la sofferenza e la lotta contro lo stigma della diversità. La nostra sartoria non si limita alla creazione di abiti, ma include anche la realizzazione di borse e altri oggetti utilizzando materiali misti e riciclati. Questi prodotti combinano estetica e funzionalità dando nuova vita agli oggetti attraverso il colore e la forma, trasformandoli in pezzi unici ed espressivi.

Quali sono quindi i benefici di praticare l’arteterapia?

Piuttosto che definirla arteterapia, preferisco chiamarla "arte riabilitativa". In questa pratica, l'arte diventa un processo sequenziale che porta alla realizzazione di un'opera. Nel mosaico ad esempio, si inizia dall'assemblaggio di piccoli tasselli centimetro per centimetro per creare una forma che si sviluppa sia dal punto di vista visivo che manuale, culminando in un prodotto finale. L'obiettivo principale è quello di incoraggiare la diversificazione delle attività, permettendo a ciascuno di esplorare e sviluppare nuove competenze. Questo processo favorisce la collaborazione con gli altri e rispetta i tempi individuali di ciascun ragazzo o ragazza. Un altro aspetto cruciale è l'estetica dell'opera finale. È importante che l'opera sia comprensibile e comunicativa per chi la osserva, trasmettendo un messaggio chiaro e significativo. Questo è particolarmente importante per coloro che affrontano sfide legate alla sofferenza mentale, all'isolamento e all'allontanamento sociale. A volte, ciò che non riusciamo a esprimere con le parole, possiamo comunicarlo attraverso le nostre mani e le nostre creazioni artistiche. Molte scuole ritengono che il linguaggio abbia origine proprio nelle mani, sottolineando l'importanza dell'azione collegata alla comunicazione. Per concludere, la comunicazione è un processo dinamico che coinvolge sia l'azione che la parola. Senza questa connessione, si rischia di cadere in un ciclo di riflessione interiore che può portare all'isolamento, soprattutto nelle persone che affrontano difficoltà psichiche.

Clicca qui per vedere l’intervista al Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni”.

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