Opere d’arte e di riciclo creativo
La Mostra
Come è stato fatto con successo in altri progetti che hanno avuto la "promozione" del brand Fai la differenza, c'è... ci proponiamo di illustrare e spiegare in modo ludico e divertente qual è il modo più corretto per riciclare e riusare i rifiuti; di evidenziare i percorsi “virtuosi” che alcune Aziende di settore hanno attuato per riportare in vita il vetro, la plastica e la carta, difendendo l’ambiente, “rendendo risorsa” e riportando a nuova vita i materiali usati, creando economia e posti di lavoro; di sensibilizzare il pubblico e i partecipanti alla miglior comprensione dei concetti di economia circolare e sviluppo sostenibile del pianeta, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, oggi e per le generazioni future. Ci proporremo dunque - come facciamo in network da oltre 10 anni - di continuare a creare una vera CULTURA DELLA SOSTENIBILITÀ. E lo facciamo insieme ad alcuni Artisti che da sempre hanno una visione comune e che intendono accompagnare bambini e ragazzi, adulti e insegnanti, operatori culturali e sociali, in un percorso anche di divulgazione che vuole stimolare l’intelligenza emotiva e la creatività e si propone in modo concreto e senza demagogia di favorire, attraverso i linguaggi universali dell’arte e della creatività, la promozione di iniziative in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta e con le azioni di promozione del welfare culturale - benessere individuale - dalla salute fisica alla soddisfazione per la vita.
E' proprio con loro che abbiamo immaginato e organizzato l’esposizione di “personali / collettive” dove saranno presentate opere d’arte e di riciclo creativo di artisti noti e giovani artisti, scelte tra le migliori della loro collezione per tutto il periodo. Gli artisti coinvolti sono Laura Buffa, Norberto Cenci, Madia Cotimbo, Mauro Pispoli, Tiziana Pecoraro e il Centro Diurno La Fabbrica dei Sogni, che potrete scoprire nella sezione dedicata alle mostre.
L'esposizione di “personali / collettive” saranno visibili per fino al 13 Aprile presso la Serra di Palazzo delle Esposizioni di Roma che è fruibile al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 12.00 alle ore 16.00 con ingresso massimo alle ore 15.30. E da lunedì 15 Aprile saranno visibili presso la Coffe House del Giardino di Palazzo Brancaccio detta comunemente Casina di Caccia con ingresso da Viale del Monte Oppio, 7 Roma con ingresso al pubblico tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00
fino al 27 Aprile 2024.
Visto il successo dell'iniziativa le opere “personali / collettive” di Laura Buffa, Norberto Cenci, Madia Cotimbo, Mauro Pispoli, Tiziana Pecoraro, Patrizia Genovesi e il Centro Diurno La Fabbrica dei Sogni sono state nuovamente esposte presso la Coffe House del Giardino di Palazzo Brancaccio detta comunemente Casina di Caccia con ingresso al pubblico da Viale del Monte Oppio, 7 Roma tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal 1° Luglio al 9 Agosto 2024.
Clicca il player audio per ascoltare la presentazione.
Sono qui di seguito online le "Artist Statement" degli artisti che esporranno.
La materia di cui sono fatti gli oggetti ha sempre destato la mia curiosità. Nel sistema ipertrofico della produzione ultra consumistica, gli oggetti diventano scarto ancor prima di concludere il loro ciclo e di essere, direi, “goduti”. Ecco perciò che essi vengono abbandonati e gettati spesso in luoghi inopportuni: la strada, le spiagge, il mare. Luoghi che frequento e da dove li raccolgo, non per il solo esercizio di cura dell’ambiente ma perché preda di una fascinazione vera e propria. Attratta dalle forme, dalla texture, dalla trasformazione che l’esposizione alle intemperie agisce, vedo il potenziale di una nuova estetica dell’oggetto. La materia non è mai statica e la mia sfida è quella di trasformarla in forma d’arte. Sì, mi definisco un’“Artivista ambientale”: la mia produzione di monili, di design e oggetti artistici con materiali post consumo, ha l’ambizione di coniugare estetica e coscienza ambientale, di trasmettere l’élan vital della materia insieme alla cultura ecologica.
Assemblando oggetti diversi, nascono cose nuove, non sono ibridi o chimere, ma idee a tre dimensioni. Per il mio lavoro uso quello che trovo sulla spiaggia o per la strada. È un gioco e una cosa seria. Tutto può avere una seconda possibilità.
Il centro diurno "La Fabbrica dei Sogni" è un luogo dove noi ragazzi che abbiamo delle difficoltà psichiche, come ad esempio difficoltà nell'esprimersi, attacchi di panico, pensieri ossessivi, ci ritroviamo per stare insieme e per fare laboratori.
Le attività sono: restyling mobili, mosaico, informatica, fotografia, sartoria, orto, inglese, decoro urbano.
Oltre alle attività didattiche, una volta a settimana, facciamo un gruppo per confrontarci, parlare dei problemi personali, delle nostre esperienze e delle nostre idee nel rispetto di tre regole fondamentali: ascoltare, intervenire uno per volta e parlare per sé stessi.
Una volta al mese facciamo il gruppo multifamiliare che ci serve per confrontarci con la nostra e le altre famiglie e per migliorare il nostro rapporto con essa.
Affascinata dal teatro d'ombra, dal teatro di figura, che suscitano in me meraviglia e stupore infantili, vorrei provocare altrettanto in chi guardi i miei lavori, le mie sculture.
Attitudini e passioni mi hanno condotta dopo intricati percorsi, già trentenne, a frequentare l'Accademia di Belle Arti di Urbino, dove mi sono laureata in scenografia. Ho spesso lavorato per il teatro d'opera lirica ed amo la magia del sipario che apre ad uno spazio illusorio eppure, al contempo, così reale. La fiaba, la forza indomabile della natura, la fantasia degli inventori, gli artisti di strada, le scienze matematiche, i giochi di luce sono d'ispirazione per i miei lavori, per i quali preferisco la sfida creativa che offre l'uso di materiali ed oggetti di recupero.
Adopero spesso la carta per realizzare sculture volutamente abbozzate, non finite, dove sia possibile riconoscere il foglio piegato, accartocciato, modellato su di una struttura portante e dove si possa ripercorrere il gesto di costruzione di quella forma. Il gesto creativo è più evidente nel bozzetto, nello schizzo e conferisce all'opera, secondo me, una dinamicità particolare che il lavoro rifinito perde. In fondo resto molto legata alla peculiarità del teatro, ovvero al suo essere effimero.
Con l’opera di video-arte “Roma vista dagli alieni” Patrizia Genovesi affronta il concetto di "alieno" non solo in senso letterale, ma anche metaforico, riflettendo su cosa significhi essere diversi o "altri" rispetto a una norma stabilita. Gli "alieni" sono coloro che appartengono ad altri gruppi e che, per definizione, hanno una prospettiva diversa. La "normalità" è un concetto creato da coloro che condividono pratiche comuni, che a loro volta definiscono le regole di questa normalità. Queste regole sono influenzate da aspetti fisici, culturali, esperienziali, politici, religiosi, etici e personali.
Architetta designer creativa indipendente. Componente della Commissione Internazionalizzazione Ordine Architetti PPC di Roma.
Nel 2017 founder di IT’S LIGHTING! interior lamps and more…® laboratorio in cui invento, progetto e realizzo complementi innovativi per l'arredo.
Attraverso un percorso di allineamento tra gli spazi e la persona, si arriva a manifestare l’informazione energetica di un determinato settore della propria casa, rappresentativo di una condizione interiore, utilizzando oggetti o eventi particolarmente significativi per gli individui.
L’introduzione di tali complementi in un determinato luogo della propria abitazione modifica gli schemi energetici dello spazio, in particolare la frequenza e l’intensità dell’esperienza di risonanza tra le persone e l’energia specifica di quel luogo. Il design consapevole è una forma di design che riflette la propria personalità.
«Sono sempre i sogni a dare forma al mondo» e così Mauro alterna la propria attività di visual designer a quella d’artista: la sua opera è rivolta all’esplorazione dei miti contemporanei, e alla ricerca di un «Mondo migliore» attraverso l’uso e il linguaggio mutuato della cultura massmediale, e soprattutto utilizzando «Vecchio cartone» ingrediente prezioso per l’industria del riciclo.
L’«Anno che verrà» lo vedrà impegnato in questa «New frontiers» e, grazie a Contesteco di «Roma», che lo ha scelto, cercherà di vincere anche questa nuova scommessa, senza mai alzare «Bandiera bianca».
Mauro Pispoli nasce a Firenze nel ‘56 «Sotto il segno dei pesci», frequenta l’istituto d’Arte di Porta Romana, diplomandosi in grafica pubblicitaria e, come «Il re che ama troppo» il proprio lavoro, inizia l’attività di art director presso varie agenzie tra Firenze e Milano. Nell’89 inizia «Un avventura» fondando il proprio studio e, «Strada facendo», realizza campagne in «Italia» e all’estero.