Architetta e artista, Enrica Capone nasce a Salerno e vive e lavora a Roma. Il suo percorso artistico prende avvio negli anni Settanta con lo studio della figurazione e delle tecniche tradizionali della pittura, per svilupparsi progressivamente verso una ricerca sempre più libera e personale, nella quale la materia assume un ruolo centrale.
Artista che ha partecipato più volte a Contesteco, Enrica Capone torna anche nel 2026 con tre opere presentate nell'ambito di Contesteco Exhibition, l'esposizione fuori concorso che affianca il percorso delle opere in gara. Un'occasione per conoscere da vicino un linguaggio artistico che attraversa pittura, scultura e collage e che affida a materiali differenti la capacità di generare superfici, forme, sensazioni e significati.
Enrica Capone: quando la materia diventa linguaggio artistico
Sabbie di quarzo e di deserto, vetro, legno, carta, gessi, argille, rame, piombo, fili e colori entrano nelle opere di Enrica Capone non soltanto come strumenti, ma come elementi capaci di partecipare alla costruzione dell'opera.
La pittura diventa così un'esperienza più fisica e sensoriale, arrivando a dialogare con la scultura e con il bassorilievo. La formazione da architetta contribuisce a definire questo particolare modo di guardare alla composizione. La superficie non è semplicemente uno spazio da riempire, ma un luogo da costruire, stratificare, incidere e attraversare. I materiali si sovrappongono come sedimenti, creando profondità e texture che possono evocare il lavoro del tempo sulla terra e sulla memoria. Sono diversi gli elementi che caratterizzano questa ricerca:
- la sperimentazione dei materiali, dalle sabbie alle polveri di vetro, dal gesso al rame e al piombo;
- la stratificazione delle superfici, attraverso sovrapposizioni, incisioni e interventi materici;
- il rapporto tra pittura e scultura, con opere che possono assumere una dimensione quasi tridimensionale;
- la centralità del gesto e del tatto, attraverso azioni come toccare, sfiorare, incidere, sovrapporre e trasformare;
- il dialogo con memoria e simbolo, che porta le forme a evocare paesaggi, figure, corpi, orizzonti e richiami al mito.
La materia non è quindi subordinata al risultato finale, ma partecipa alla trasformazione della visione e dell'emozione. La curiosità nei confronti dei materiali diventa anche una curiosità tattile, capace di generare sensazioni che vanno oltre la percezione puramente visiva. Il suo linguaggio si muove così tra figurazione e informale, pittura e scultura, bidimensionalità e tridimensionalità.
Le tele possono assumere una dimensione quasi scultorea, mentre le opere tridimensionali conservano una forte componente pittorica. Un confine volutamente fluido, nel quale ciò che conta non è soltanto la tecnica utilizzata, ma la capacità della materia di diventare espressione.
Tra gli elementi ricorrenti nella sua ricerca, il piombo occupa un posto particolare. Lavorato, modellato e inciso, viene trasformato in una superficie capace di mettere in relazione pesantezza e leggerezza, opacità e luce, materia e spazio.
La stratificazione può assumere una dimensione quasi geologica, conservando tracce che rimandano al tempo e alla memoria della terra. Questa ricerca porta con sé anche una forte dimensione simbolica. Figure e forme sembrano emergere da spazi sospesi, attraversati da memorie, silenzi e richiami al mito. Il passato diventa così un punto di partenza per guardare al futuro: ciò che è stato può trasformarsi in materia per costruire ciò che ancora deve essere.
Nel corso della sua attività, Enrica Capone ha partecipato a importanti occasioni espositive in Italia e all'estero, tra cui la 54ª Biennale di Venezia, e ha esposto anche a Londra, Malta, Verdelais, nei pressi di Bordeaux, e Philadelphia. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il XV Premio Internazionale Massenzio Arte, la IV edizione - sezione scultura - del concorso internazionale d'arte a tema “Il Giocattolo”, “Onyricon” e “L'Alibi della Pittura” presso l'Istituzione Palazzo Rospigliosi.
Particolarmente significativo è inoltre il progetto “Accarezzando l'invisibile”, dedicato alle persone non vedenti e sperimentato in Liguria e a Roma. Si tratta di un'esperienza che porta al di fuori delle opere quella centralità del tatto che da sempre caratterizza la ricerca dell'artista. È in questo rapporto tra materia, percezione, memoria e trasformazione che si inserisce naturalmente la presenza di Enrica Capone a Contesteco Exhibition 2026.
Le tre opere di Enrica Capone esposte per l’edizione 2026 di Contesteco Exhibition
Per l'edizione 2026 di Contesteco Exhibition, Enrica Capone presenta tre opere, differenti per materiali e costruzione, ma accomunate da una forte componente simbolica:
“Il sole sorgerà ancora?”
Tecnica: mista
Materiali: piombo, polveri e sabbie
L'opera rappresenta il periodo buio che stiamo vivendo, un tempo di guerra e macerie, e pone una domanda semplice e insieme profonda: “Il Sole sorgerà ancora?”. La materia diventa così il mezzo attraverso cui evocare un presente segnato dalla distruzione, ma anche la possibilità di un nuovo inizio.
“Quel che resta di un volo”, 2024
Tecnica: mista
Materiali: sabbie, polveri di vetro, piuma, colla di coniglio, gesso di Bologna
L'idea dell'opera trae spunto dalla violenza gratuita che può coinvolgerci quando scambiamo il possesso per amore. La piuma, elemento leggero e fragile, diventa simbolo di un volo che può essere interrotto bruscamente. Come suggerisce l'artista, una carezza può spezzare un volo felice e spegnere il fragile canto della vita.
“Piccoli voli”, 2024
Tecnica: mista
Materiali: sabbie, polveri di rame, piume, colla di coniglio, gesso di Bologna
In quest'opera il volo assume una diversa dimensione, legata al percorso dell'esistenza e alla capacità di trasformare ciò che viviamo in conoscenza. “L'esistenza intreccia i fili nell'invisibile trama del vivere”: ogni esperienza può diventare un insegnamento e ogni fallimento uno stimolo alla conoscenza. Le piume, le sabbie e le polveri di rame contribuiscono a costruire una composizione nella quale materia e significato si intrecciano.
L'artista è stata inoltre ospite del format di Contesteco “Wild Roots - Voci in onda” nel 2025, con un'intervista esclusiva dedicata al suo percorso e alla sua ricerca artistica. Clicca qui per vedere l’intervista.
Puoi conoscere meglio l’artista e il suo lavoro sul sito web www.enricacapone.it e sulle sue pagine social Facebook, Instagram e YouTube. E’ possibile contattarla all’email
Vieni a scoprire le opere di Contesteco Exhibition 2026
Le opere di Enrica Capone si possono ammirare insieme alle altre in mostra di Contesteco e Contesteco Exhibition 2026 presso il Centro Commerciale Domus di Roma, in un'esposizione aperta gratuitamente al pubblico. Le esposizioni saranno aperte gratuitamente al pubblico dal 16 settembre al 15 ottobre, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 21:00 circa.
Per raggiungere il Centro Commerciale Domus, che si trova nel Municipio Roma VII con ingressi in in Via Vittorio Ragusa 120 e Via Bernardino Alimena 111/119, è possibile utilizzare il bus (Linee 046-500), la metro (Linea A fermata Anagnina, Linea C fermata Giardinetti) oppure la pista ciclabile da Anagnina a La Romanina.
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