Exhibition
Tra ironia, movimento e riflessione sul presente, le opere di Bixsio trasformano il ferro e i materiali di recupero in racconti visivi capaci di interrogare lo spettatore. Dalla figura del paparazzo all'energia invisibile del vento, fino alle suggestioni dell'intelligenza artificiale, ogni scultura invita a osservare la realtà da una prospettiva nuova, dove arte, attualità e immaginazione si incontrano.
Attraverso una ricerca materica raffinata e fortemente evocativa, Enrica Capone dà forma a opere che parlano di fragilità, memoria e speranza. Le sue creazioni trasformano materiali diversi in simboli di un presente segnato da ferite profonde, invitando lo spettatore a riflettere sulla violenza, sulla resilienza e sulla possibilità di guardare oltre le macerie verso un futuro ancora da immaginare.
In "Con Tempo" convivono due presenze: l'ago e l'uomo. L'ago, realizzato in ferro e sostenuto dal legno, attraversa lo spazio come uno strumento di unione e trasformazione; l'omino, costruito con il filo, rappresenta la condizione umana, fragile e mutevole. Il tempo agisce su entrambi: consuma, sfilaccia, modifica, ma allo stesso tempo genera nuove forme e nuove relazioni. L'opera riflette sul legame tra l'uomo e la materia, mostrando come ogni trasformazione sia al tempo stesso perdita e rinascita.
Paesaggi Agricoli delle Aree Protette d’Italia
Un'accurata selezione di immagini dal concorso fotografico nazionale "Obiettivo Terra" - promosso ogni anno dalla Fondazione UniVerde, dalla Società Geografica Italiana e da Federparchi - compone la mostra "Paesaggi Agricoli delle Aree Protette d'Italia". L'esposizione, frutto della consolidata collaborazione con "Fai la differenza, c'è... alla ricerca della sostenibilità - il Festival" alla sua VII edizione e con il Centro Commerciale Euroma2, accompagna gli spettatori in un viaggio attraverso i volti rurali, storici e naturalistici della nostra Penisola, con l'obiettivo di svelare ed esaltare la realtà agricola, presidio insostituibile dei territori, incoraggiando un turismo responsabile e rispettoso dei luoghi, delle tradizioni e della straordinaria biodiversità custodita dalle Aree Protette.
In un paesino di provincia, le ore scandite dai pochi divertimenti, che spesso, troppo spesso si trasformano in vizi e peccati che nemmeno la fede, quella più radicata, può estirpare. Anime vaganti come in un girone dantesco si muovono in questo palazzo degli orrori, dove il marcio è invisibile, nascosto abilmente tra le maschere indossate dai personaggi che lo abitano o che vi soggiornano per qualche ora.
L’adolescente Fortunata, amante dei libri e dotata di una sensibilità spiccata, vive con sua madre, in apparenza amorevole e attenta ai suoi bisogni, ma in realtà cinica e amorale.
Sua madre ogni giorno fa prostituire sua figlia, tra il silenzio del vicinato e gli ospiti momentanei che vi soggiornano per poche ore.
Un giorno nella casa degli orrori arriva un parroco, pronto a salvare la ragazzina, o almeno è ciò che sembra.
La violenza avanza silenziosa lungo le strade del quotidiano vivere. Non porta sempre segni evidenti, non sempre urla; spesso si nasconde nelle parole, nei gesti, nei silenzi, nelle paure che si insinuano lentamente fino a diventare una gabbia invisibile.
Penetra senza trovare ostacoli nelle crepe di una cultura che troppo a lungo ha tollerato il possesso, il controllo e la sopraffazione, allo stesso modo del colore nel legno, mentre attraversa le mura domestiche e si annida nei rapporti affettivi, divide la coscienza tra amore e paura, speranza e rinuncia.
Nella successione delle notizie e dei nomi che si aggiungono a una lista sempre più lunga, il rischio è abituarsi all'orrore, rimanere ad osservare da lontano ciò che invece ci riguarda profondamente da vicino perché ogni donna ferita, umiliata o uccisa rappresenta una ferita inferta all'intera comunità.
Nel mio attuale lavoro, quello di creare ipotetiche copertine di LP, la parità di genere è un
elemento fondamentale e costante. Le copertine che vi presento mettono in primo piano volti femminili, celebri o emergenti, perché credo nel potere e nell’importanza di dare spazio alle donne nella musica e nell’arte visiva. Ogni immagine racconta una storia diversa, un’emozione unica, mostrando la forza, la sensibilità e la diversità delle donne.
Le sculture di Romualdo Napoleon Alberto trasformano materiali semplici in potenti strumenti di riflessione sociale. Attraverso immagini cariche di simbolismo, l'artista affronta temi universali come la violenza, la povertà, il consumo e le disuguaglianze, invitando lo spettatore a interrogarsi sul presente e sul valore della dignità umana.
Attraverso un linguaggio visivo essenziale ma fortemente simbolico, l'artista affronta il tema della violenza contro le donne, trasformando materiali di recupero in opere di denuncia e riflessione. Le sue creazioni invitano il pubblico a confrontarsi con le ferite, spesso invisibili, lasciate dagli abusi e con la necessità di promuovere una cultura del rispetto, della consapevolezza e della dignità umana.
Il Terzo Paradiso, ideato da Michelangelo Pistoletto, indica una nuova fase dell’umanità fondata sull’equilibrio tra il primo paradiso, la natura, e il secondo, costruito dall’intelligenza umana a per mezzo della scienza, la tecnologia, i processi produttivi e l’organizzazione sociale. Un sistema capace di generare progresso e nuove possibilità, ed anche squilibri che richiedono oggi una rinnovata responsabilità collettiva.
Contesteco e Cittadellarte traducono questo principio in un’installazione partecipativa realizzata all’interno di un centro commerciale che interpreta il segno trinamico del Maestro tramite l’utilizzo di lenzuola progressivamente colmate da abiti usati, conferiti dai visitatori che, partecipando attivamente, entrano nel processo creativo dell’opera e ne diventano parte attiva.
Un intreccio nel quale, in senso metaforico, si evoca il rapporto tra produzione, distribuzione e consumo quotidiano attraverso le scelte legate all’abbigliamento, che appartengono ad una stessa rete di relazioni. Gli indumenti raccolti non sono banali oggetti, bensì materia simbolica del modo in cui costruiamo identità e appartenenze. I capi che indossiamo raccontano il tempo e le persone, ci definiscono.