L'opera prende spunto dal Giubileo del 1300 che fu indetto da Papa Bonifacio VIII. Era un evento straordinario: un anno santo in cui i pellegrini visitando Roma, facevano penitenza e ricevevano l'indulgenza plenaria.
È storicamente importante perché fu il primo Giubileo della storia della Chiesa, e Dante stesso lo cita nel canto XVIII dell'Inferno, per orientare cronologicamente il suo viaggio (Inf. XVIII, vv. 28-33). Dante vede il Giubileo non come un atto di pietà, ma come un atto di propaganda e corruzione. Bonifacio VIII lo usò per aumentare il prestigio del papato e fare affluire denaro nella Chiesa tramite le offerte dei pellegrini. Dante era profondamente contrario al connubio tra potere spirituale e politico, e vedeva in Bonifacio uno dei principali colpevoli della decadenza morale della Chiesa.
La mia opera tratta la raffigurazione dell' ottavo cerchio dell'inferno di Dante dove le anime sono condannate per simonia.
Nel quadro è raffigurato con differenti media uno scheletro che indossa un abito papale e una mitra rossa in testa.
Dante in questo canto fa' riferimento indirettamente a Papa Bonifacio VIII anche se non ancora morto, il che dimostra quanto Dante lo disprezzasse e fosse convinto della sua futura dannazione. Tra il collo e la restante parte del corpo c'è un sottile pannello che rappresenta la terra in quanto i peccatori erano descritti da Dante a testa in giù sotto terra. Lateralmente invece le fiamme che con vigore ardono da entrambe le parti della figura a catturare la simbologia di quel luogo.
L'opera in maniera implicita critica le falle nel sistema ecclesiastico ancora oggi presenti e che potrebbero essere annullate, aiutando il popolo a riabbracciare la fede perduta.
Dimensioni:
95 x 75 cm
Tecnica:
Opera creata con materiale di riutilizzo e/o riciclo come plastica, legno, metallo ecc.
Breve curriculum
Segantini: Il Narratore della Memoria
Nato tra le colline di Castiglion Fiorentino, Erik Segantini ha trovato la sua musa tra le strade vibranti di Londra. Lì, nel cuore pulsante della metropoli, ha intrapreso un viaggio alla scoperta dell'arte, plasmando con mani sapienti oggetti dimenticati, rimessi in vita attraverso una nuova linfa. Legni, metalli, persino vecchi attrezzi sono serviti alla missione di tramutare il passato in presente. Seguendo lo spirito dell’arte povera degli anni ’60, ha fatto propri materiali umili e di recupero come cartone, legno e giornali, trasformandoli in frammenti poetici di un racconto visivo.
Il suo talento innato per il disegno lo ha poi condotto verso la pittura, un amore sbocciato tra gli acquerelli e i colori a olio, affinato tra le mura intime del suo rifugio londinese. Brian Mock, Dan Riggot, Bob Toss e Ale Casanova sono stati “fari luminosi” nel suo percorso, briciole sparse nel cammino che lo hanno guidato su una strada nuova, ma scritta sopra le orme di quella che porta fino a casa.
Erik, artista poliedrico, abbraccia la materia in tutte le sue forme, sperimentando con metallo, legno e colori, creando opere che sono frammenti di memoria, paesaggi quotidiani che vanno verso lo straordinario.
Con una profonda sensibilità per l’ambiente e una spiccata curiosità materica, Erik ha sviluppato nel tempo un linguaggio espressivo che fa largo uso di materiali di riciclo.
Plastica, cartone, metallo ossidato e tessuti dismessi diventano gli strumenti con cui dà vita a composizioni evocative, in cui la materia recuperata si trasforma in immagini suggestive, cariche di rimandi e significati. Le sue opere si muovono su un piano simbolico e poetico, dove ogni elemento, anche il più umile, trova dignità e ruolo. Le forme scaturite da questo processo hanno una profondità silenziosa, capace di parlare al cuore e alla memoria collettiva.
- Nel 2023, la The Brick Lane Gallery di Londra ha celebrato la sua visione innovativa, dando spazio alle sue "Riflessioni urbane", un dialogo tra la città e l'anima.
- Nel 2024, ad Arezzo, la pasticceria Dolce Delitto ha ospitato le sue opere, trasformando un luogo di delizie in un tempio dell'arte, un incontro tra sapori e visioni.
- Maggio 2025, Aperiexpo gli permette di esibire il proprio portfolio artistico alla mostra del maggio castiglionese nel museo civico archeologico del paese.
- Luglio 2025, Post Art lo fa esibire al “The WoW” a Roma Fiumicino per l’apertura della galleria situata all'interno del centro commerciale.
Erik Segantini è un narratore di memorie, un poeta della materia, un artista che dipinge l'anima dei luoghi, che trasforma la nostalgia in bellezza.