La didascalica espressione "la guerra è un passaparola" presente nel titolo, è una metafora che, per quanto approssimativa e banale, risulta drammaticamente innegabile, suggerendo come la guerra sia la conseguenza, e non la causa, di comunicazioni semplicistiche, di quelle che nascono dal basso, di quelle che si fondano sull'inconsapevole giudizio della distratta quotidianità, in cui odii, rancori e violenze di qualsiasi tipo si annidano spesso senza volerlo e poi si diffondono, si stratificano e si legittimano nel tempo al punto da prendere consistenza e divenire un'eco che si propaga verticalmente nelle civiltà fino a raggiungere i suoi più autorevoli vertici, il cui influenzato operare si tinge di irreversibilità. Tale fenomeno, per la sua capillare e preoccupante diffusione, è da considerarsi alla stregua di una vera e propria epidemia, dove le parole sono responsabili del contagio.
Ma un antidoto, per fortuna, esiste già. È il dubbio. È chiedersi sempre il perché delle cose. È domandarsi se quanto ci sfiora o ci attraversa sia giusto o necessario. Però, il sano dubitare, pur essendo l'unica difesa contro l'inerzia di pensiero ed azione, risulta comunque una pratica difficilmente coltivabile nel frenetico delirio in cui abbiamo comodamente adagiato le nostre esistenze. C'è bisogno quindi di silenzio, si spazi sicuri, di tempo dilatato, c'è bisogno che sulle nostre coscienze cali, anche solo metaforicamente, una notte che permetta a tutti i nostri sempre più timidi Perché, di riaffiorare e permetterci di comprendere se non ci si stia davvero perdendo qualcosa di importante come la pace suggerita da quella intima atmosfera.
Dimensioni:
81x18 cm
Tecnica:
assemblaggio di materiali di recupero (carta, cartoncini da packagings vari e listello da parquet)
Breve curriculum
Annibale Di Muro Classe 1982, vive e opera tra la Basilicata e Napoli. Incline sin da giovanissimo a realizzare con le proprie mani quanto la sua immaginazione gli suggerisse, ha perseguito la strada della creatività nella sua formazione scolastico-liceale (Istituto d'Arte di Potenza) ed universitaria (Facoltà di Architettura di Napoli), maturando un ampio spettro di competenze che, sintetizzandosi criticamente ed emozionalmente, pervengono ad una poetica essenziale, fatta di evocazioni, rimandi, ermetismi e processi ironico- ludici, ma al tempo stesso romantica e genuinamente sensibile, che si concretizza attraverso l'utilizzo di oggetti e materiali umili, desiderosi di una seconda possibilità.