In questa nuova news di Contesteco, il contest d’arte e design sostenibile + eco del web, accendiamo i riflettori su Barbara Annunziata, protagonista di una speciale intervista realizzata nell’ambito del nuovissimo format Wild Roots - Voci in onda che prende vita grazie alla visione di Stefano Bernardini, ideatore di Contesteco e guida di questo viaggio tra voci che rompono le regole e piantano nuove radici. Un invito a lasciarsi ispirare da chi ha scelto la sostenibilità - sociale, ambientale ed economica - come bussola per vivere e lavorare. Perché ogni voce che si fa sentire può diventare un’onda. E ogni onda, un’azione che si propaga. Scopri di più su Barbara Annunziata nell’articolo che segue.
Moda, partecipazione e rigenerazione: chi è Barbara Annunziata?
Barbara Annunziata è un’architetta, designer e docente impegnata in progetti che coniugano creatività, inclusione e impatto sociale. Insegna dal 2022 presso l’Accademia Italiana di Arte Moda & Design di Roma, ma il fulcro della sua attività è la sartoria sociale di Castel Volturno - fondata nel 2018 - dove lavora con donne nigeriane per favorirne la formazione e l’inserimento nel mondo della moda.
Grazie alla sua formazione e un master in progettazione del paesaggio, ha realizzato numerosi progetti di rigenerazione urbana, collaborazioni Erasmus+ sul design inclusivo e installazioni collettive. Ha fondato il brand Santarella, brevettando il capo trasformabile “La Ruota” selezionato dal regista Woody Allen per il film “To Rome with Love”. Barbara ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio della Creatività della Provincia di Roma e l’Artigianato di Classe 2012 del Comune di Roma. Dal 2017 ha maturato l’idea e l’esigenza di trasferire le competenze acquisite nel settore della critical fashion. Collabora con il marchio Made in Carcere, brand etico e sociale che produce accessori moda con le detenute del Carcere di Lecce.
Ha presentato le sue collezioni alla Milano Design Week del 2019 e, durante il lockdown, ha lanciato il progetto Co[vi]Design raccogliendo fondi per l’emergenza sanitaria con la vendita di opere d’arte. È anche funzionario presso l’Italian Trade Agency ICE, dove sviluppa servizi digitali per l’internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, il suo progetto miniMO ha vinto la selezione del progetto Europeo STAND Up! Da sempre, il filo conduttore del suo lavoro, è dare voce alle persone attraverso l’abito, la creatività e l’autodeterminazione. Scopri di seguito l’intervista.
Come credi debba essere una formazione professionale completa?
Negli anni ho maturato l’idea che una formazione completa debba essere transdisciplinare e, soprattutto, basata sul principio del learning by doing - imparare facendo. Credo che oggi sia fondamentale, soprattutto in un’accademia di arte, moda e design, coniugare la parte teorica a una pratica concreta. L’uso delle mani, il contatto diretto con i materiali, permettono di interiorizzare in modo profondo il sapere. L’esperienza fisica e manuale riesce a trasmettere molto più efficacemente un messaggio agli studenti.
Cos’è il Collettivo di Moda Consapevole?
Negli ultimi mesi, a Roma, si sta formando un Collettivo di Moda Consapevole: un gruppo di brand che lavorano, ognuno a modo proprio, sul tema della sostenibilità. C’è chi lavora sull’upcycling, chi sul recupero di materiali di scarto per creare accessori, e chi, come me, si dedica al tema degli abiti trasformabili e senza taglia. L’obiettivo è quello di realizzare eventi partecipati in cui i diversi linguaggi si intrecciano per raccontare la moda sostenibile in maniera collettiva. Non solo sfilate, ma anche talk, think tank (laboratori di idee) e momenti di confronto con il pubblico per diffondere consapevolezza.
Cosa state creando con Laura Buffa di AlterEquo?
Io e Laura Buffa collaboriamo da anni. Abbiamo cercato di unire le nostre materie prime principali, per me il tessuto, per lei la plastica e i materiali di scarto, in una nuova sperimentazione creativa. Stiamo lavorando alla realizzazione di manufatti che nascono dalla fusione di questi due materiali così diversi.
Il tessuto è morbido e duttile, la plastica è invece più rigida e difficile da modellare, ma proprio per questo rappresenta una sfida affascinante. Stiamo portando avanti il progetto attraverso workshop partecipati, con l’intento di scoprire fin dove possiamo arrivare nella creazione condivisa.
Se vuoi conoscere meglio Barbara Annunziata e la sua vision, puoi trovarla sul sito web www.barbaraannunziata.com e sui suoi canali social Instagram e Linkedin.
Non perderti le prossime interviste del format di Fai la differenza, c’è… il Festival della Sostenibilità e di Contesteco Wild Roots - Voci in onda: i racconti di chi ha il coraggio di piantare nuove radici in un mondo che ha bisogno di ri-Evoluzioni. Storie selvagge, idee libere, voci che fanno rumore.
E se sei un artista professionista o un appassionato d’arte, ti ricordiamo che le iscrizioni per Contesteco 2025 sono ancora aperte! Iscriviti subito qui e scopri il regolamento della nuova edizione del contest che ha come concept: “Porte Aperte al Futuro: Pace, Giustizia, RiGenerazione e Sostenibilità".
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