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Troiano Martina di Artalo

L'opera si presenta come un'anatomia di luce, una sagoma fluttuante che trasfigura la materia per farla apparire come vetro policromo. Questa scelta estetica evoca la duplice natura della condizione femminile: una luminosità preziosa e vitale, ma strutturalmente esposta alla fragilità di una cultura che troppo spesso ne ha calpestato l'identità. La forma continua, simile a una spirale di DNA, simboleggia la volontà di riscrivere il codice delle nostre relazioni, spezzando i cicli di violenza per generare una nuova memoria collettiva.

Il cuore pulsante dell'opera è un grembo gravido, un nucleo di colori che sfumano l'uno nell'altro celebrando l'inclusione e la pluralità delle voci. Questo spazio, storicamente ridotto a terreno di conquista, oggetto di possesso e pretesto per conflitti e femminicidi, viene qui svuotato dal peso della sopraffazione. La sua trasparenza è un atto di denuncia e liberazione: il ventre non è più un confine da violare o un trofeo da possedere, ma un organismo di pura luce, libero e inviolabile.

La bordatura aurea che definisce i profili agisce come una "pelle" sacra, una cornice di dignità che non può essere frammentata. L'opera risponde al concept del concorso trasformando la visione del corpo femminile da oggetto di controllo a soggetto di visione, proponendo un'estetica della cura dove la forza non risiede nel dominio, ma nella capacità di generare un nuovo equilibrio sociale, finalmente privo di zone d'ombra.

Dimensioni:
120 x 50 cm

Tecnica:
Legno, specchio, colori acrilici

Breve curriculum

Nata a Castel di Sangro (AQ) il 17/07/1981.
Martina Troiano è un’artista e artivista che realizza opere e installazioni esclusivamente con materiali di scarto, trasformando il rifiuto in forma, messaggio e bellezza. Laureata in Scenografia per Cinema e Teatro alla Wimbledon School of Art di Londra, ha lavorato nel cinema, nel teatro e in ambito performativo tra Londra, Barcellona e Roma, per poi orientare la sua ricerca verso l’arte ambientale e relazionale.
Attraverso la sua start-up ARTALO – Il modo bello di non sprecare, promuove una pratica artistica fondata sul riuso creativo e sulla sostenibilità. Le sue opere sono state presentate in numerosi festival e manifestazioni dedicate all’arte contemporanea e all’ecologia. Ha anche curato progetti culturali e partecipativi, tra cui un ecofestival incentrato sul riciclo e l’arte condivisa.
Conduce laboratori e attività di educazione ambientale in ambito scolastico e della disabilità, con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile, trasformativa e profondamente connessa ai temi del presente.

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