L’opera “Manipouler sans precaution” rappresenta un caleidoscopio di glutei, riflessi e frammentati in un'infinita ripetizione. L'assemblage, racchiuso in una scatola come un oggetto da esposizione, denuncia la mercificazione del sesso, riducendo il corpo umano, e in particolare il fondoschiena, a un mero oggetto di consumo. L'effetto moltiplicatore degli specchi sottolinea la criminale produzione di massa di corpi omologati, privati della loro individualità e sfruttati fino all'esaurimento. L'opera invita a una riflessione critica sulla prostituzione, sulla sessualità come merce e sulla perdita dei riferimenti identitari legati al genere e al sesso biologico.
Maneggiate senza cura
di Stefano Lupieri Spolverini
Un passato rimosso
una identità cancellata
spostate come merci
imballate con disprezzo
allineate come lampioni
tutte la stessa espressione
quella che piace a voi
voi non le guardate
l'altro lato è quello che conta
se uno si rompe
altri lo sostituiscono
il loro sesso non conta
maneggiate senza cura
Dimensioni:
38 x 38 x 39 cm, Peso: kg 14
Tecnica:
Assemblage
Breve curriculum
Viterbo, 11 ottobre 1966
Designer e artista visivo con una passione per la creazione di oggetti unici e funzionali.
Ha maturato la sua esperienza guardando suo padre che sapeva fare di tutto, ed ha acquisito competenza nel campo del design industriale e della fotografia, da autodidatta, realizzando alcuni progetti personali, ma anche collaborando con aziende. Particolarmente interessato all'utilizzo di materiali riciclati e all'esplorazione di nuove tecnologie. Ma questo non è il suo lavoro, è la sua passione. (...) Principalmente un curioso, una mente libera, gli piace sapere di tutto e il contrario di tutto. Gli piace studiare, creare, ideare e costruire, modificare, recuperare e riutilizzare. E’ un’ ambientalista convinto.
Formalmente sono un perito industriale in elettronica e telecomunicazioni, fin da bambino appassionato di tecnologia, soprattutto elettronica. (...)
Il suo design è prima di tutto colorato e divertente, buffo, dove il sorriso è protagonista. Ha realizzato più di ottanta oggetti di design, unici, di cui il 90% è di sua ideazione assoluta.
Le sue opere artistiche invece sono in genere molto serie. Rappresentano in maniera grottesca e simbolica il suo rifiuto interiore alle distorsioni sociali ed ambientali della nostra epoca. Ma ogni tanto si concede delle simpatiche provocazioni per riaccendere il buonumore, è dove si incontrano le sue anime di artista e designer. Il suo genere? Il "fast made", le sue opere sono realizzate molto velocemente, in genere con la tecnica dell'assemblage, ricorrendo a materiali riciclati e spesso reinventati.
Lo scopo è dare una seconda vita, reincarnare oggetti ormai inutili. Fonti di ispirazione sono il surrealismo ed il dadaismo, scivolando inevitabilmente nella pop art.