L’opera rappresenta una figura femminile che rivendica il diritto di percepire, elaborare e comunicare la propria realtà. Le mani aperte amplificano i sensi, mentre il volto segnato da colature scure suggerisce dolore, silenzio imposto o esperienza vissuta. La scritta ‘IO VEDO’ sul petto, insieme a ‘IO SENTO’ e ‘IO PARLO’, afferma un’identità consapevole e attiva. Il giubbotto, simbolo di protezione ma anche di conflitto, si contrappone al cuore sacro sullo sfondo e ai colori vivaci, creando un dialogo tra vulnerabilità e forza. L’opera diventa così una voce visiva contro le disuguaglianze, un invito all’ascolto e al riconoscimento della soggettività femminile.”
Dimensioni:
70 x 100 cm
Tecnica:
Acrilico su canvas
Breve curriculum
La mia arte, un messaggio di vita
Da anni mi occupo di creare soluzioni estetiche che uniscono funzionalità e stile, portando avanti una ricerca costante sull'equilibrio tra forma, colore e comunicazione visiva. Accanto alla mia carriera professionale, ho coltivato una passione profonda per la pittura, che è diventata nel tempo un canale personale di espressione artistica.
La mia produzione pittorica nasce da un'esigenza interiore di esplorare temi e visioni che vanno oltre il mondo commerciale e industriale del design, permettendomi di sperimentare liberamente con tecniche, materiali e linguaggi visivi.
La mia passione per l'arte nasce da un'esigenza profonda: comunicare. Ogni mio quadro è un messaggio visivo che vuole parlare a chi lo osserva, trasmettendo un'idea semplice ma potente: la bellezza della vita, proprio perché unica e irripetibile.
Nel mio percorso artistico ho scelto di rappresentare soggetti mascherati, ispirati ai combattenti delle tribù indigene del passato. Quelle maschere, quei volti celati, raccontano storie di identità, lotta, coraggio e appartenenza.
Attraverso di loro cerco di creare un ponte tra passato e presente, tra culture antiche e riflessioni moderne.
La mia arte si nutre dell'osservazione dell'attualità. Affronto temi sociali che sento urgenti e necessari, dando voce a questioni spesso taciute o trascurate. I miei quadri non vogliono solo essere contemplati, ma vissuti e interrogati: sono inviti al dialogo, alla consapevolezza, all'empatia.
Credo che l'arte debba avere il coraggio di parlare al cuore e alla coscienza. Per me, ogni pennellata è una scelta, ogni colore un'emozione, ogni figura un messaggio.