L’opera affronta il tema della fragilità, della disuguaglianza e della violenza di genere nella società contemporanea.
Il vaso a forma di torre rappresenta un luogo di protezione e sicurezza, ma al tempo stesso richiama l’idea della prigionia e della limitazione della libertà. I fiori di calla simboleggiano la purezza, l’innocenza e il lutto, mentre l’Anthurium richiama l’amore, la passione, l’ospitalità e l’amicizia.
Questi elementi, segnati da tracce di sangue, evocano il contrasto tra la bellezza apparente e la sofferenza nascosta, rappresentando relazioni o situazioni affettive, familiari e lavorative che possono trasformarsi in una “trappola”, generando oppressione e disagio.
Il coltello insanguinato introduce infine una dimensione drammatica e richiama il tema della violenza di genere e dei femminicidi. La frase “Fermati, non farlo”, si configura come un appello alla responsabilità e al rispetto della vita, in linea con i principi di uguaglianza e tutela dei diritti umani promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Dimensioni:
71 x 38 cm
Tecnica:
Realizzata con foglie di palma intrecciate e dipinta con colori acrilici
Breve curriculum
L’artista, Lo Giudice Antonino, conosciuto anche come “lo Scultore delle Foglie”, ha sempre rivolto una particolare attenzione alla salvaguardia della natura e dell’ambiente che lo circonda. La sua ricerca creativa si è sviluppata soprattutto nell’arte dell’intreccio delle foglie di palma, tecnica attraverso la quale realizza quadri e sculture di grande originalità.
Artista autodidatta, nato a Formia, classe ‘58, ha trascorso la giovinezza tra il mare e la collina, luoghi che hanno profondamente influenzato la sua sensibilità artistica. Fin da bambino ha manifestato una spiccata predisposizione per l’arte, iniziando a modellare piccoli personaggi in creta per poi dedicarsi alla lavorazione del legno, materiale con il quale ha affinato le proprie capacità di scultore.
Nel corso degli anni si è specializzato nella realizzazione di presepi e strutture artistiche complesse.
Tra le sue opere più significative figura il busto del padre, scolpito in legno d’ulivo, che testimonia la maturità raggiunta nella tecnica scultorea.
Parallelamente, approfondisce l’antica tradizione pasquale dell’intreccio delle foglie di palma, trasformandola progressivamente nella sua principale forma espressiva.
Dopo il pensionamento dall’Arma dei Carabinieri, decide di dedicarsi completamente all’arte, elevando una tradizione popolare a linguaggio artistico contemporaneo.
Le sue opere sono oggi esposte in mostre ed eventi a livello nazionale e internazionale.