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De Leoni Marianna

Il corpo femminile è paradossalmente assente. In una società che mercifica, offende e violenta il corpo femminile, che lo sottrae alla sua libera espressione, il corpo delle donne finisce per essere assente: scisso in parti e sempre ostaggio dello sguardo, del compiacimento, del complimento, dell’ossessione o del desiderio quel corpo annulla, nelle sue sembianze, la propria individuale libera e assoluta identita. Che sia angelicato, o erotizzato, decorato o esposto ,il corpo femminile appartiene allo sguardo del mondo. Questa è una radice di violenza. 

Un brano intrinseco all’opera, del maestro Claudio Rovagna , fondatore assieme a me della realtà “Specchi Sonori”. Il brano reca lo stesso titolo “L’abito della festa” e potrà essere ascoltato con Qrcode. Nel brano suoni naturali, voci di bambina, composizione melodica, poi ritmica.

Dimensioni:
L 120 x P 70 x H 85 cm

Tecnica:
L’installazione consiste in tre parti:

  1. Ritratto di giovane donna su plexiglass, con fondo a specchio in cassonatura  in legno bianco , autoportante.
  2. Due mezzi busti femminili nudi in polietilene dipinto
  3. Grande tappeto tessile (Mt. 2,50 Max) composto di materiali tessili assemblati e trattati

I materiali usati: plexyglass, polietilene, carta stagnola, stoffa e abiti dismessi, vernici e colori 

Breve curriculum

Scenografa, artista, romana, docente e ricercatrice, Marianna de Leoni vive e lavora nelle Marche, formazione classica e artistica consolidata a Roma con la laurea in Scenografia. Il suo percorso è un'esplorazione delle interconnessioni tra arte, educazione e teatro, un bagaglio che si riflette in una carriera che include la scenografia e i costumi per teatro e televisione, la progettazione culturale e la docenza in istituzioni AFAM.

La sua produzione artistica è uno spazio libero di viaggiare tra tecniche diverse, un'espressione di visioni con una consapevolezza di materia e spazio ereditata dal Teatro. La sua pratica è caratterizzata da una costante ricerca sul colore e sulla materia, attraversa tecniche antiche – come i pastelli su seta e la pittura ad olio – fino alla cartapesta giunge alle nuove tecnologie.
I temi poetici del doppio e del corpo conducono l’immaginazione alla teatralità.

Un capitolo fondamentale della sua ricerca è la Textile Art, che trova una delle sue più significative espressioni nel progetto "Trame Sonore". Nato dalla collaborazione ultraventennale con il compositore Claudio Rovagna e dall'esperienza dell'associazione Specchi Sonori (da loro fondata nel 2002), il progetto indaga le profonde sinestesie tra materia tessile e suono.

Questa ricerca si estende con coerenza nell'arte digitale e nella videoarte. Nelle sue opere più recenti, il suo "sguardo teatrale" sui temi del corpo e dell'identità si traduce in nuove forme. Ne è un esempio il progetto "FeelingGraffiti", dove gesti e "drammaticità" vengono trasposti nel digitale e costretti in geometrie asfittiche, che producono segni densi di un racconto estetico aperto all'immedesimazione.

Questo impegno nella ricerca si estende, dal 2024, alla ideazione e  cura della collana editoriale "EDUCARE CON L'ARTE" con Anicia Editore.

Espone con la galleria FixTalentArt di Padova.

Vince nel 2025 il Premio Riarteco

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