La violenza sul corpo, in particolare quello delle donne non è solo eco di un patriarcato ancestrale ma frutto di reificazione. Il corpo sembra perdere le categorie squisitamente umane dello spirito per smaterializzarsi in una sorta di videogame sanguinolento mediato dalla distanza virtuale.
Il titolo - uno slogan mutuato dai media americani ("se sanguina, vende") - ci mette fra l'altro dinanzi al narcisismo malevolo, tratto distintivo di molti crimini agiti sul femminile (e non solo), alimentato dall' ipertrofia dei social in cui l'estetica dell' impermanente alimenta un protagonismo effimero e irreale.
Onorare il corpo come prezioso scrigno di umanesimo è l'urgente imperativo dell'oggi.
Dimensioni:
60 x 100 cm
Tecnica:
Tela/cemento/acrilico
Breve curriculum
Dopo la laurea in Lingue, seguendo le rotte del Made in Italy e degli studi sulla Diversity fino in California, si stabilisce e lavora a Los Angeles. Il Visual Merchandising è il suo campo di azione professionale che, tornata a Roma, mette al servizio di numerosi enti di formazione. L’osservazione del capitalismo USA la ispira a ripensare i modelli produttivi in termini slow, e nel 2010 fonda il marchio di up-cycling Alter Equo, centrato sulla produzione artigiana di accessori moda sostenibili dagli scarti del PET delle bottiglie e sulla vocational education per promuovere cultura circolare. Dal 2019 si misura con le produzioni artistiche. Sempre rigorosamente nate dalla materia scartata, le sue opere hanno ottenuto lusinghieri riconoscimenti ed in particolare la sua serie “Identità Cyborg” è stata presentata in due mostre collettive “Alterazioni” – 2024 e “Cosmochromiae” - 2025