Una figura femminile emerge dalla materia come da una memoria antica, quasi intrappolata e allo stesso tempo in trasformazione. Il corpo si fonde con la superficie che lo avvolge: non è solo presenza, ma voce che cerca spazio, visione che rompe la rigidità della struttura.
La scultura racconta la tensione tra costrizione e liberazione. Le forme organiche, irregolari e stratificate evocano storie sedimentate nel tempo: esperienze, silenzi, resistenze. Dal blocco compatto affiora il profilo di una donna che prende forma, come se l’arte diventasse il mezzo attraverso cui ciò che è stato invisibile torna finalmente a mostrarsi.
In questa emersione si riconosce un processo collettivo: le voci delle donne che attraversano la materia della storia, le visioni di un futuro più equo che lentamente si delineano. La superficie blu, intensa e vibrante, suggerisce profondità e movimento, come un’energia che attraversa il corpo e lo spazio circostante.
L’opera diventa così metafora di un percorso ancora in atto: dalla compressione alla presenza, dal silenzio all’espressione. Arte, voci e visioni si intrecciano per aprire uno spazio di riflessione e immaginare una realtà in cui la parità di genere non sia solo aspirazione, ma forma concreta del nostro vivere comune.
Dimensioni:
190 x 80 x 90 cm
Tecnica:
Realizzata con plastiche di recupero, film plastici termoformati, wrapping spray. Tutte componenti della plastica e derivati da essa.
Breve curriculum
Devid Biscontini (Gualdo Tadino, 1980) è un artista che indaga le potenzialità espressive della materia plastica attraverso un processo di termoformatura unico nel panorama contemporaneo. Utilizzando film plastici coestrusi, Biscontini modella le sue sculture con il calore, generando superfici materiche e complesse, caratterizzate da fusioni, lacerazioni e stratificazioni cromatiche.
Il suo lavoro si colloca al confine tra pittura e scultura, creando un “falso trompe-l’oeil” dove la materia industriale assume un aspetto organico e quasi pittorico. Questa tensione tra artificio e naturalezza invita lo spettatore a riflettere sul rapporto tra materia, forma e percezione.
Protagonista di eventi come Milano Scultura, Biscontini propone un linguaggio plastico che fonde rigore tecnico e spontaneità gestuale. Le sue opere sono metafore di metamorfosi, trasformando un materiale quotidiano in segno poetico e visivo, ampliando i confini della scultura contemporanea.