LEFTOVER SOUL - Nasce da ciò che normalmente viene scartato.
Cartoni delle uova strappati, ridotti in frammenti, impastati con colla vinilica, sapone e farina: materiali poveri, dimenticati, privati della loro funzione originaria. Eppure, proprio da questi resti prende forma una presenza viva, intensa, profondamente umana.
LEFTOVER SOUL è un corpo femminile sospeso tra due identità.
Da un lato, una superficie bronzo cava: luminosa, quasi sacra, segnata dal tempo come una reliquia antica. Una pelle che racconta resilienza, memoria, dignità.
Dall’altro, una materia nera e convessa: chiusa, pesante, attraversata da ferite invisibili. È l’ombra che ogni essere umano può portare dentro di sé, il peso del silenzio, della paura, della violenza subita o osservata.
Le due facce convivono nella stessa forma, perché forza e fragilità non sono opposti: sono parte della stessa anima.
L’opera invita lo spettatore a guardare oltre la superficie estetica e a interrogarsi sul corpo femminile come luogo di resistenza, vulnerabilità e trasformazione. La tridimensionalità costringe a cambiare punto di vista, a muoversi attorno all’opera, proprio come accade quando si cerca di comprendere davvero una persona o una ferita sociale.
Il materiale riciclato diventa così metafora di rinascita: ciò che viene considerato “avanzo” può ancora custodire valore, memoria e voce.
Perché anche ciò che resta — un frammento, un segno, una cicatrice — possiede un’anima.
LEFTOVER SOUL non è soltanto un’opera di riciclo creativo.
È un invito a riconoscere la bellezza che sopravvive, la dignità che resiste e la forza silenziosa nascosta nelle fragilità umane.
Stefano Azzena è visual artist contemporaneo, con base a Ladispoli città metropolitana del comune di Roma.
Dimensioni:
40 x 30 x 8 cm
Tecnica:
Paper mache, colori acrilici e vernici spray
Breve curriculum
Stefano Azzena ha sviluppato la sua arte attraverso varie tecniche: pittura su tela, tecniche miste, collage, stencil, decollage, sperimentazione materica, uso di materiali diversi.
Le sue opere spesso fondono elementi figurativi e astratti; pur non abbandonando completamente la figura, il suo lavoro si avvicina all’informale e all'arte concettuale.
Ci sono richiami alla Pop Art e al “Nuovo Realismo”, e forti influenze del passato classico (arte greca e romana) reinterpretato in chiave contemporanea.
Ama giocare con la materia, il colore, la sovrapposizione temporale delle immagini, contaminazioni tra stili, tecniche e materiali.
Ha esposto moltissimo in contesti culturali pubblici, mostre sia personali che collettive, in luoghi suggestivi come siti archeologici e aree naturali e palazzi storici, alcune delle sue opere sono presenti in luoghi istituzionali sul territorio nazionale.
“Mostra d’Arte e Natura” a Cerveteri lungo la Via degli Inferi; mostra al criptoportico della Villa romana della Grottaccia a Ladispoli, Museo FIJLKAM, Palazzo Rospigliosi, Sale Ruspoli, Palazzo Brancaccio e Villa Mondragone.