Attraverso un linguaggio visivo essenziale ma fortemente simbolico, l'artista affronta il tema della violenza contro le donne, trasformando materiali di recupero in opere di denuncia e riflessione. Le sue creazioni invitano il pubblico a confrontarsi con le ferite, spesso invisibili, lasciate dagli abusi e con la necessità di promuovere una cultura del rispetto, della consapevolezza e della dignità umana.
Titolo opera:
"La double violence du viol" (la duplice violenza dello stupro)
L'opera si presenta come una cruda e implacabile denuncia della violenza sulle donne. La sagoma femminile, solitamente utilizzata per delimitare una scena del crimine, diventa qui il corpo stesso della vittima. La scelta del grigio chiaro dello sfondo sottolinea l'anonimato e la banalità della violenza, un crimine che si insinua nella quotidianità.
La rottura, simboleggiata dalle due macchie rosse, è un segno indelebile, una ferita che va oltre il corpo fisico. La lacerazione sulla testa rappresenta la violenza psicologica, le ferite invisibili che segnano l'anima, mentre quella sul pube indica la violenza sessuale, un atto intrusivo e degradante. La sovrapposizione di queste due violenze sottolinea l'interconnessione tra i diversi tipi di abuso, e l'impatto devastante che hanno sulla vita delle donne.
Tecnica:
acrilico su legno
Materiali:
pennarello e vernice su legno compensato di recupero
Dimensioni:
111 x 85 x 5 cm
Peso:
4 Kg
Titolo opera:
“Considération”
L'artista contrasta la propria visione della donna come anima e intelletto con la violenza che la riduce a oggetto. L'opera usa un pannello nero (il buio) e un utero (liberamente ispirato ad un ex-voto etrusco in terracotta) da cui cade una goccia di sangue,simbolo quasi invisibile di dolore e abuso sottile.
Tecnica:
pittura acrilica, assemblage su tavola
Materiali:
legno
Dimensioni:
100 x 100 x 2 cm
Peso:
2 Kg
Breve Curriculum
Viterbo, 11 ottobre 1966
Designer e artista visivo con una passione per la creazione di oggetti unici e funzionali.
Ha maturato la sua esperienza guardando suo padre che sapeva fare di tutto, ed ha acquisito competenza nel campo del design industriale e della fotografia, da autodidatta, realizzando alcuni progetti personali, ma anche collaborando con aziende. Particolarmente interessato all'utilizzo di materiali riciclati e all'esplorazione di nuove tecnologie. Ma questo non è il suo lavoro, è la sua passione. (...) Principalmente un curioso, una mente libera, gli piace sapere di tutto e il contrario di tutto. Gli piace studiare, creare, ideare e costruire, modificare, recuperare e riutilizzare. E’ un’ ambientalista convinto.
Formalmente sono un perito industriale in elettronica e telecomunicazioni, fin da bambino appassionato di tecnologia, soprattutto elettronica. (...)
Il suo design è prima di tutto colorato e divertente, buffo, dove il sorriso è protagonista. Ha realizzato più di ottanta oggetti di design, unici, di cui il 90% è di sua ideazione assoluta.
Le sue opere artistiche invece sono in genere molto serie. Rappresentano in maniera grottesca e simbolica il suo rifiuto interiore alle distorsioni sociali ed ambientali della nostra epoca. Ma ogni tanto si concede delle simpatiche provocazioni per riaccendere il buonumore, è dove si incontrano le sue anime di artista e designer. Il suo genere? Il "fast made", le sue opere sono realizzate molto velocemente, in genere con la tecnica dell'assemblage, ricorrendo a materiali riciclati e spesso reinventati.
Lo scopo è dare una seconda vita, reincarnare oggetti ormai inutili. Fonti di ispirazione sono il surrealismo ed il dadaismo, scivolando inevitabilmente nella pop art.