La violenza avanza silenziosa lungo le strade del quotidiano vivere. Non porta sempre segni evidenti, non sempre urla; spesso si nasconde nelle parole, nei gesti, nei silenzi, nelle paure che si insinuano lentamente fino a diventare una gabbia invisibile.
Penetra senza trovare ostacoli nelle crepe di una cultura che troppo a lungo ha tollerato il possesso, il controllo e la sopraffazione, allo stesso modo del colore nel legno, mentre attraversa le mura domestiche e si annida nei rapporti affettivi, divide la coscienza tra amore e paura, speranza e rinuncia.
Nella successione delle notizie e dei nomi che si aggiungono a una lista sempre più lunga, il rischio è abituarsi all'orrore, rimanere ad osservare da lontano ciò che invece ci riguarda profondamente da vicino perché ogni donna ferita, umiliata o uccisa rappresenta una ferita inferta all'intera comunità.
Siamo parte di un'unica trama umana, ma troppo spesso esercitiamo il diritto all'indifferenza, al distacco, alla comoda convinzione che la violenza appartenga sempre alla vita degli altri e, così facendo, lasciamo che il silenzio diventi complice.
Ora è tempo di abbattere la distanza tra coscienza e responsabilità, di uscire dalla gabbia dei pregiudizi e dei modelli culturali che alimentano disuguaglianza e dominio. È tempo di togliere la mascherina dal viso e riconoscere nell'altro non una minaccia o un possesso, bensì una presenza libera e irripetibile.
Dalle macerie dell'indifferenza dobbiamo ricostruire un modello culturale, umano e sociale fondato sul rispetto, sull'ascolto e sulla reciprocità. Un futuro che non ci veda contrapposti, ma complementari; non divisi dalla paura, ma uniti dal riconoscimento della pari dignità di donna e uomo.
Tecnica:
Acrilici su tavole di recupero Ikea
Breve curriculum
Antonella Pirozzi nasce a Napoli, si trasferisce con la famiglia in Svizzera dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza. Da sempre attratta dal disegno, frequenta un corso di decorazione su legno. Dopo il matrimonio torna in Italia e si trasferisce sul litorale romano dove tuttora vive e lavora. Sente nuovamente il richiamo dell'Arte anche incoraggiata da felici incontri di Artisti del territorio. Frequenta corsi di ceramica e pittura, inizia a sperimentare diverse tecniche. Dal 2007 partecipa ad estemporanee, collettive e personali.
Riscontra interesse da parte del pubblico e da esperti del settore.
Le sue opere vogliono donare quella riflessione ed amore per le piccole cose che sono poi l'essenza della vita.